Codice Appalti

 

 Ipotesi di anticipare a dicembre il primo tagliando.

Passati i primi sei mesi dall’entrata in vigore del Codice degli Appalti (D lgs 50/2016) emergono già alcune criticità che portano ad anticipare il decreto correttivo a dicembre, scadenza che era fissata ad aprile 2017.

Nello specifico sono due gli elementi del Codice che nell’applicazione pratica si sono rivelati problematici e quindi saranno oggetto di discussione: la QUALIFICAZIONE e il SUBAPPALTO.

Saranno dunque ritoccate le norme sulla qualificazione delle imprese: il nuovo Codice prevede che le attestazioni Soa vengano rilasciate sulla base dei fatturati degli ultimi 5 anni, ma si tratta di un arco di tempo penalizzante in quanto rischia di mandare fuori mercato migliaia di imprese. Di qui la necessità di rivedere tale norma e ritornare al calcolo su base decennale.

Altro intervento riguarda il subappalto, le norme in vigore:

  1. lasciano mano libera alle stazioni appaltanti che hanno la facoltà di decidere di volta in volta se ammettere o meno i subaffidamenti;
  2. obbligano i costruttori a indicare con l’offerta una terna di imprese da chiamare per i subappalti;

la correzione andrà ad ammorbidire l’obbligo di indicare una terna di subappaltatori al di sopra della soglia comunitaria e sarà chiarito che le imprese possono sempre affidare in subappalto una quota dei lavori (attualmente siamo al 30%).

Un altro intervento potrebbe riguardare i criteri di aggiudicazione della gara, ritoccando al rialzo il tetto massimo per l’assegnazione degli appalti al massimo ribasso (ora fissato a un milione di euro) venendo incontro alle richieste di enti locali e imprese.

Ci saranno sicuramente altre azioni correttive ma certamente limitate e di minimo impatto.

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