Avvalimento di garanzia

 

TAR Veneto, sez. I, 8 febbraio 2017, n. 141

Quando nelle gare pubbliche l’impresa ausiliaria mette a disposizione dell’ausiliata il suo valore aggiunto in termini di solidità finanziaria e di acclarata esperienza di settore ( “avvalimento di garanzia”) non è necessario che la dichiarazione negoziale costitutiva dell’impegno contrattuale si riferisca a specifici beni patrimoniali e dunque alla messa a disposizione di beni da descrivere ed individuare con precisione, ma è sufficiente che dalla dichiarazione emerga l’impegno contrattuale dell’ausiliaria a prestare ed a mettere a disposizione dell’ausiliata la sua complessiva solidità finanziaria ed il patrimonio esperenziale, garantendo così una determinata affidabilità e un concreto supplemento di responsabilità.

 

TAR Sicilia,Catania, sez. IV, 20 gennaio 2017, n. 122

Per quanto riguarda la determinazione del contenuto necessario per il contratto di avvalimento nelle gare d’appalto, è stata fatta una distinzione tra requisiti generali (requisiti di carattere economico, finanziario, tecnico-organizzativo, ad esempio il fatturato globale o la certificazione di qualità) e risorse: solamente per quest’ultime è giustificata l’esigenza di una messa a disposizione in modo specifico, in quanto solo le risorse possono rientrare nella nozione di beni in senso tecnico-giuridico, cioè di cose “oggetto di diritti”.

Dunque soltanto in questa ipotesi l’oggetto del contratto di avvalimento deve essere determinato, negli altri casi è sufficiente la sua semplice determinabilità.

Requisiti speciali – CIG

 

TAR Lazio, Roma, sez. II-ter, 8 febbraio 2017, n. 2115

La giurisprudenza amministrativa ha sempre riconosciuto alla stazione appaltante un margine apprezzabile di discrezionalità nel richiedere ulteriori e più severi requisiti rispetto a quelli previsti dalla norma relativi alla capacità economica, finanziaria e tecnica;

tale discrezionalità è stata ritenuta compatibile con i principi della massima partecipazione, concorrenza, trasparenza e libera circolazione di prestazioni e servizi purchè i requisiti richiesti siano attinenti e proporzionati all’oggetto dell’appalto.

L’obbligo di indicazione del CIG (codice identificativo gara) attiene già alla fase esecutiva del procedimento di gara: stipulato il contratto, il contenuto deve recare la clausola relativa agli obblighi di tracciabilità, pena la nullità degli stessi come espressamente disposto dall’art. 3, comma 8 della legge n. 136/2010.

 

Raggruppamenti temporanei di imprese (RTI)

 

Consiglio di Stato, sez. V, 8 febbraio 2017, n. 560

L’art.275, comma 2 del regolamento di attuazione del codice dei contratti mette in evidenza che l’esecuzione delle prestazioni da parte della mandataria sono in “misura maggioritaria” e tale misura non va estesa al possesso dei requisiti; la finalità di tale disposizione è quella di evitare che l’impresa mandataria possa assumere, all’interno del raggruppamento, una posizione secondaria nell’esecuzione della prestazione.

Il concorrente può conoscere preventivamente come sarà valutata la sua offerta?

 Corte di Giustizia UE, Sez. IV, 14 luglio 2016,

L’art. 53, par. 2, Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 2004/18 – letto alla luce del principio di parità di trattamento e dell’obbligo di trasparenza che ne deriva – dev’essere interpretato nel senso che, nel caso di un appalto di servizi aggiudicato secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, l’amministrazione non è tenuta a portare a conoscenza dei potenziali offerenti, nel bando di gara o nel capitolato d’oneri, la metodologia di valutazione da essa applicata al fine di valutare e di classificare concretamente le offerte; in ogni caso, la metodologia prescelta non può avere l’effetto di modificare i criteri di attribuzione e la loro ponderazione relativa.

Plico pervenuto aperto: esclusione dalla gara

TAR Piemonte, sez. I, 14 febbraio 2017, n. 239

 

Nelle gare d’appalto e quindi in ogni procedura di gara devono essere seguite delle ben precise formalità funzionali al rispetto dei principi di segretezza quali la sigillatura dei plichi con ceralacca o altre modalità, idonee a garantire che l’offerta e la documentazione allegata giungano integre alla commissione di gara, né in condizioni di aver potuto subire manomissioni.

Per cui il plico pervenuto aperto alla commissione di gara comporta l’esclusione dalla gara stessa e viene disposta a prescindere dall’imputabilità dell’errore: potrebbe trattarsi di un inesatto confezionamento del plico, violazione del sigillo, o ancora le buste siano state aperte accidentalmente dal corriere.

Dunque viene disposta l’esclusione considerando irrilevante anche l’integrità della busta interna.

Regolarità contributiva

TAR Molise, sez. I 11 febbraio 2017, n. 34

Nel caso di contratti pubblici o procedure di evidenza pubblica il requisito della regolarità contributiva deve già sussistere alla scadenza del termine di presentazione delle offerte; tale concetto è stato ulteriormente ribadito dal Consiglio di Stato, con sentenza del 13 maggio 2016 n.10.

Non sono ammissibili forme di regolarizzazione postuma, previste solo tra assicurato ed INPS ma non opponibili alla stazione appaltante.