DM 11.01.2017: obbligo di certificazioni ISO 14001 e SA 8000

 

Nell’allegato 2 al DM 11.01.2017 sono riportati i CAM cioè i “Criteri Ambientali Minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione.

L’allegato 2 definisce i “criteri ambientali”, individuati per le diverse fasi di definizione della procedura di gara, che consentono di migliorare il servizio o il lavoro prestato, assicurando prestazione ambientali al di sopra della media del settore.

La presenza di requisiti ambientali dovrebbe essere segnalata fin dalla descrizione stessa dell’oggetto dell’appalto, indicando anche il decreto ministeriale di approvazione dei criteri ambientali utilizzati.

Le imprese devono possedere la registrazione EMAS oppure una certificazione secondo la norma ISO 14001 o secondo norme di gestione ambientale basate sulle pertinenti norme europee o internazionali, certificate da organismi di valutazione della conformità.

Devono inoltre assicurare il rispetto dei diritti umani e condizioni di lavoro idonee (devono essere in possesso della SA 8000:2014).

http://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/GPP/2017/dm_edi_tess_arredi.pdf

 

 

Decreto correttivo verso la consultazione: tutte le novità sugli appalti in 20 capitoli

 

Si tratta di un decreto composto da 84 articoli che tiene insieme le proposte di modifica raccolte negli ultimi mesi di dialogo con gli operatori sia pubblici che privati, per la fine di marzo ci dovrebbero essere tutti i pareri e per ultimo l’approvazione in Consiglio dei Ministri.

Di seguito le principali misure capitolo per capitolo:

– Più spazio all’appalto integrato

– Subappalto: tetto al 30% sulle opere prevalenti

– Rating d’impresa solo volontario

– Qualificazione imprese su dieci anni

– Niente esclusione per “colpa” dei subappaltatori

– Commissione con presidente esterno oltre il milione

– Gare più snelle, soccorso istruttorio gratis

Soccorso istruttorio e pagamento sanzione

 

Consiglio di Stato, sez. V, 16 gennaio 2017, n. 92

 

Art. 83, comma 9, d. lgs. 18 aprile 2016, n. 50: prevede che la sanzione è dovuta esclusivamente in caso di regolarizzazione.

Art. 38, comma 2-bis, d. lgs. 12 aprile 2006, n. 163: se il concorrente non si avvaleva del soccorso istruttorio il pagamento pecuniario non era una sanzione automatica.

        – Il soccorso istruttorio è un procedimento che consente di prevenire l’esclusione dalla procedura causata da carenze

         documentali attraverso l’integrazione e la regolarizzazione delle dichiarazioni necessarie.

       – Il  suddetto comma 2 prevede la sanzione pecuniaria per il caso di mancanza, incompletezza, irregolarità delle dichiarazioni.

       – L’esclusione è prevista solamente quale inosservanza , da parte dell’impresa concorrente, dell’obbligo dell’integrazione

        documentale entro il termine accordato dalla stazione appaltante.

 

Immodificabilità dell’offerta

 

Consiglio di Stato, sez. V, 19 gennaio 2017, n. 222

Una volta conclusasi la gara con l’individuazione dell’offerta non è più possibile effettuare nessuna modifica; l’operatore economico privato può modulare le proprie condizioni sulla base fissata dall’amministrazione solo in sede di gara e non dopo la sua conclusione, dando così la possibilità all’amministrazione pubblica di poter applicare la procedura di selezione della migliore offerta da parte del mercato privato.

Mancata sottoscrizione singola pagina documentazione di gara

 

TAR Puglia, Bari, sez. I, 12 gennaio 2017, n. 17

L’art. 46 , comma 1 bis, D lgs n. 163/2006 conferma che possono essere escluse dai contratti pubblici solo le offerte per le quali sussiste l’incertezza assoluta sul loro contenuto e sulla loro provenienza, pertanto la mancanza di una singola sottoscrizione, in relazione ad una sola pagina, del rappresentante di una sola ditta, su centinaia di pagine regolarmente sottoscritte da tutti i soggetti obbligati, non può comportare l’esclusione di un intero raggruppamento.

Requisiti di partecipazione: la qualificazione delle stazioni appaltanti

 

Il termine “qualificazione” nel nuovo codice degli appalti e delle concessioni assume un significato polivalente: indica i requisiti che gli operatori economici devono possedere ai fini dell’ammissione alle gare, ma ancor prima i requisiti che le stesse stazioni appaltanti devono avere per indire gare ed effettuare direttamente acquisti sul mercato elettronico per importi superiori alle soglie minime e inferiori a quelle comunitarie, senza doversi aggregare ad altre stazioni appaltanti “qualificate”.

All’ANAC spetta anche di valutare il possesso dei requisiti di qualificazione e di tenere il registro delle stazioni appaltanti “qualificate”.

 

Requisiti generali: dichiarazione ex art. 38

Consiglio di Stato sez. V 12 ottobre 2016, n. 4219

L’art 38 al comma 1, lett.c, dispone: “ Sono esclusi dalla partecipazione alle procedure di affidamento delle concessioni e degli appalti di lavori, forniture e servizi, né possono essere affidatari di subappalti e non possono stipulare i relativi contratti i soggetti nei cui confronti è stata pronunciata sentenza di condanna passata in giudicato, o emesso decreto penale di condanna divenuto irrevocabile, oppure sentenza di applicazione della pena su richiesta per reati gravi in danno dello Stato o della Comunità che incidono sulla moralità professionale.

E’ comunque causa di esclusione la condanna, con sentenza passata in giudicato, per uno o più reati di partecipazione a un’organizzazione criminale, corruzione, frode, riciclaggio; l’esclusione e il divieto operano se la sentenza o il decreto sono stati emessi nei confronti del titolare o del direttore tecnico se si tratta di impresa individuale; dei soci o del direttore tecnico se si tratta di società in nome collettivo; dei soci accomandatari o del direttore tecnico se si tratta di società in accomandita semplice; degli amministratori muniti di potere di rappresentanza o del direttore tecnico o del socio unico persona fisica, ovvero del socio di maggioranza in caso di società con meno di quattro soci, se si tratta di altro tipo di società o consorzio.

In ogni caso l’esclusione e il divieto operano anche nei confronti dei soggetti cessati dalla carica nell’anno antecedente la data di pubblicazione del bando di gara, qualora l’impresa non dimostri che vi sia stata completa ed effettiva dissociazione della condotta penalmente sanzionata.

L’esclusione e il divieto non operano quando il reato è stato depenalizzato ovvero quando è intervenuta la riabilitazione e il reato è stato dichiarato estinto dopo la condanna.

Il candidato o il concorrente attesta il possesso dei requisiti mediante dichiarazione sostitutiva in cui indica tutte le condanne penali riportate, ivi comprese quelle per le quali abbia beneficiato della non menzione; non è tenuto ad indicare nella dichiarazione le condanne per reati depenalizzati, ovvero dichiarati estinti dopo la condanna stessa, né le condanne revocate, né quelle per le quali è intervenuta la riabilitazione.

Quindi nelle procedure ad evidenza pubblica l’omessa dichiarazione da parte del concorrente di tutte le condanne penali anche se attinenti a reati diversi da quelli contemplati nell’art. 38, ne comporta senz’altro l’esclusione dalla gara. Inoltre non c’è possibilità che l’omissione possa essere sanata attraverso il soccorso istruttorio, il quale non può essere utilizzato per sopperire a dichiarazioni totalmente mancanti, pena la violazione della par condicio fra concorrenti.

 

Regolarità contributiva nel nuovo codice

 

Parere Consiglio Giustizia amministrativa Regione Sicilia, 19 ottobre 2016, n. 1063

Negli appalti pubblici, alla luce del nuovo Codice dei contratti (d. lgs.18 aprile 2016, n. 50),

la regolarità contributiva:

in fase di esecuzione del contratto è verificata d’ufficio da parte della stazione appaltante prima del pagamento del prezzo dell’appalto, ma in caso di DURC negativo non consegue la risoluzione del contratto di appalto, bensì il pagamento diretto dei contributi previdenziali da parte della stazione appaltante, con trattenuta dal prezzo dovuto per l’appalto;

-in fase di gara, il DURC non è più acquisito d’ufficio per verificare l’autodichiarazione in gara, ma va chiesto ai concorrenti (art. 86 comma 2, lett. b, n. 50 del 2016);

– in fase di gara è causa di esclusione dalla partecipazione alla procedura la commissione di “violazioni gravi, definitivamente accertate, rispetto agli obblighi relativi al pagamento dei contributi previdenziali”.

Ma costituiscono “violazioni gravi” non più quelle ostative al rilascio del DURC (vale a dire gli omessi versamenti con scostamenti superiori al 5% tra le somme dovute e quelle versate con riferimento a ciascun periodo di paga o di contribuzione, o comunque uno scostamento superiore a euro 100,00), bensì “quelle ostative al rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC) di cui all’art. 8 del decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015”( art. 80, comma 4, d. lgs. n. 50 del 2016), vale   a dire le violazioni anche di natura penale elencate nell’allegato A al d.m. 30 gennaio 2015.

L’avvalimento nelle gare pubbliche

 

T.A.R. Liguria, Sez. II, 5 ottobre 2016, n. 987

Nelle gare pubbliche, l’estrema genericità del contratto di avvalimento comporta l’esclusione dalla competizione dell’impresa ausiliata.

Il T.A.R. premette che è già possibile trovare conferma nell’art.1346 c.c. che individuare l’oggetto del contratto di avvalimento diventa un’esigenza fondamentale poiché l’indeterminatezza dell’oggetto determina la nullità del contratto.

Aggiunge il T.A.R. che elemento essenziale dell’avvalimento è l’effettiva messa a disposizione delle risorse umane e dei beni strumentali occorrenti per la realizzazione dei lavori o dei servizi oggetto di gara; di qui l’obbligo, per l’impresa ausiliata, di presentare alla stazione appaltante l’elencazione dettagliata dei fattori produttivi, in modo da consentirle di conoscere la consistenza del complesso economico-finanziario e tecnico-organizzativo offerti in prestito dall’ausiliaria e di valutare la loro idoneità all’esecuzione dell’opera.