Efficacia temporale dell’informativa antimafia: solo un anno per quella positiva

 

Consiglio di Stato, Sez. III, 5 ottobre 2016, n. 4121

Nelle gare d’appalto solamente l’informativa antimafia positiva, ovvero l’assenza di pericolo di infiltrazione mafiosa, ha un’efficacia annuale, mentre altri riscontri già indicativi di pericolo conservano la loro valenza anche oltre il termine indicato all’art. 86, comma 2, D. Lgs. 6 sett. 2011, n. 159.

Il superamento del rischio di inquinamento mafioso è da ricondursi non tanto al trascorrere del tempo dall’ultima verifica effettuata con esito negativo, bensì al sopraggiungere di fatti positivi che introducono elementi che rendono inattendibile la situazione precedente.

Pertanto la limitazione temporale di efficacia dell’interdittiva antimafia va riferita ai soli casi nei quali sia attestata “l’assenza di pericolo di infiltrazione mafiosa”.

Natura dei pareri resi dall’ANAC

 

T.A.R. Lazio, Sez. I, 15 settembre 2016, n. 9759

Ai sensi dell’art. 6, comma 7, lettera n, D. Lgs. 12 aprile 2016, n. 163 il parere espresso dall’Anac, relativamente a questioni insorte durante lo svolgimento delle procedure di gara, non ha carattere vincolante e la sua incidenza può essere valutata nella sua capacità di integrare la motivazione del provvedimento finale, con la conseguenza che è impugnabile solo unitamente all’atto stesso che lo recepisce.

Appalto di bonifica e iscrizione all’albo nazionale dei gestori ambientali

 

T.A.R. Puglia, Bari, Sez. I, 22 settembre 2016, n. 1126

Nel caso in cui l’oggetto dell’appalto comprende anche l’attività di bonifica dei siti inquinati, ciascuna impresa partecipante alla procedura deve possedere tutti i requisiti di carattere generale di ammissione alla gara: in particolare l’iscrizione all’Albo nazionale dei gestori ambientali, propedeutica all’iscrizione camerale, deve estendersi alla categoria relativa alla bonifica dei siti inquinati.

Dimostrazione del requisito di capacità tecnica

Consiglio di Stato, Sez. V, 22 settembre 2016, n. 3919

Il concorrente che non ha prodotto documenti idonei a dimostrare di voler affidare a terzi le lavorazioni appartenenti alle categorie per le quali è privo di sufficiente qualificazione può essere escluso legittimamente dalla gara di appalto.

Il consiglio non ritiene sufficiente la dichiarazione prodotta in gara con la quale l’appellante si è limitato a dichiarare di volere subappaltare a terzi “parte delle lavorazioni” comprese in una delle categorie per le quali l’appellante era privo di qualificazione, senza specificarne l’entità. Manca un preciso impegno a subappaltare a terzi “TUTTE” le lavorazioni della detta categoria per cui non è qualificato.

Regolarità contributiva

TAR Campania Salerno sez. I 28 ottobre 2016, n. 2359

Secondo il Tar il requisito della definitività dell’accertamento (art. 38, comma 1, lett. g del Codice dei contratti pubblici) non ricorre nel caso siano ancora pendenti i termini per la presentazione di una contestazione giurisdizionale o, in caso di avvenuta impugnazione, allorchè la pronuncia giurisdizionale non sia ancora passata in giudicato.

La determinazione della violazione tributaria, ai sensi dell’art. 38, comma 1, D. Lgl.163/2006, deve essere compiuta nelle relative sedi processuali e concretizzarsi seguendo l’iter del percorso del giudice tributario.