Omessa dichiarazione di condanne penali: esclusione dalla gara d’appalto

 

La dichiarazione di partecipazione alla gara d’appalto, oltre ai requisiti di ordine generale, deve contenere tutte le sentenze di condanna subite, a prescindere dalla gravità del reato e dalla sua connessione con la “moralità professionale”, la cui valutazione compete esclusivamente alla stazione appaltante.

Dunque la omessa dichiarazione di condanne penali riportate dal concorrente comporta l’esclusione dalla gara d’appalto e non sussiste l’obbligo da parte della stazione appaltante di vagliare la gravità del precedente penale di cui è stata omessa la dichiarazione.

Garanzie per la partecipazione alla procedura

 

Si ricorda che ai sensi dell’art. 93, comma 7, D. Lgl 18 aprile 2016 n. 50, consente agli operatori economici che hanno ottenuto da organismi accreditati, la certificazione del sistema di qualità conforme alle norme europee della serie UNI CEI EN ISO 9000, di avere una riduzione del 50 per cento sull’importo della garanzia e del suo eventuale rinnovo.

Nei contratti relativi a lavori, servizi e forniture, l’importo da garantire può essere ulteriormente ridotto del 20% per gli operatori in possesso di certificazione ambientale ai sensi della norma UNI EN ISO 14001.

La sottoscrizione dell’offerta nelle gare pubbliche

 

T.A.R. Toscana, Sez.I, 19 maggio 2016, n. 871

Nelle gare pubbliche la sottoscrizione dell’offerta costituisce un requisito essenziale e non una semplice formalità, il cui difetto è sanzionato con l’esclusione dall’art. 46, comma 1 bis, D.L. 12 aprile 2006, n. 163.

L’offerta esprime l’impegno negoziale del concorrente ad eseguire il servizio con prestazione conforme all’oggetto di gara, nonché con modalità tecniche e corrispettivo economico che qualificano l’offerta medesima per la valutazione comparativa finalizzata all’aggiudicazione dell’appalto.

Soccorso istruttorio “a pagamento” tra contrasti giurisprudenziali e riforma codicistica

 

T.A.R. Milano, Sez. I, 14 luglio 2016, n. 1423

 

Ai sensi dell’art. 38, comma 2 bis, D. Lgs. 12 aprile 2016, n. 163, nel caso in cui le dichiarazioni sostitutive, volte ad accertare i requisiti di partecipazione alle procedure di gara, presentano incompletezza o irregolarità vi è l’obbligo del concorrente al pagamento, in favore della stazione appaltante, della sanzione pecuniaria stabilita dal bando di gara.

In materia di soccorso istruttorio, il nuovo codice degli appalti (D. Lgs. 18 aprile 2016, n. 50) ha previsto, all’art. 83, comma 9, che la sanzione pecuniaria è dovuta esclusivamente nel caso in cui il concorrente regolarizzi la sua posizione.

ATI: lo scioglimento del contratto per grave inadempimento comporta l’iscrizione sulla black list di tutte le imprese partecipanti al raggruppamento temporaneo.

 

 

Con la sentenza del TAR Lazio sez. III, n. 9654 del 12 settembre 2016 si legittima l’iscrizione sulla black list di tutti i partecipanti al raggruppamento temporaneo.

L’autorità non avrebbe tenuto conto delle deduzioni difensive pervenute dall’impresa mandante pur non avendo svolto parte dei lavori contestati dalla stazione appaltante.

 

Termine per la stipula del contratto d’appalto

 

Consiglio di Stato, sez. V, 31 agosto 2016, n. 3742

L’art. 11, comma 9, d. lgs. 163/2016, indica il termine di sessanta giorni dal momento in cui diviene definitiva l’aggiudicazione per la stipula del contratto, ma il detto termine non ha natura perentoria.

Infatti le conseguenze che derivano in via diretta dall’inutile decorso del detto termine sono: da un lato, la facoltà dell’aggiudicatario di sciogliersi da ogni vincolo o recedere dal contratto mediante atto notificato alla stazione appaltante; dall’altro il diritto al rimborso delle spese contrattuali documentate, senza alcun indennizzo.

Revoca della procedura di gara d’appalto

 

TAR Lazio, sez. II-ter, 5 settembre 2016, n. 9543

Secondo la giurisprudenza, in linea di principio l’avvenuta stipula del contratto costituisce l’unico limite alla possibilità di esercitare un potere di revoca della procedura di gara.

Una volta intervenuta l’aggiudicazione provvisoria non è richiesto un particolare onere motivazionale a sostegno della revoca del procedimento (v. TAR Salerno, sez. I, 4 dicembre 2015, n. 2544), mentre dopo l’aggiudicazione definitiva e prima della stipula del contratto, la revoca è pur sempre possibile, salvo un particolare e più aggravato onere di motivazione.

DURC settore edile e crisi aziendale

 

 Importanti modifiche alla disciplina del DURC sono intervenute dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 19 ottobre 2016 n. 245 del decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali del 23 febbraio 2016.

Ecco le principali novità:

1) Per tutte le imprese che applicano il CCNL del settore edile, a prescindere dall’effettiva attività esercitata, il DURC deve attestare la regolarità nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile;

2) In caso di fallimento o liquidazione coatta amministrativa con esercizio provvisorio l’impresa si considera regolare con riferimento agli obblighi contributivi nei confronti di INPS, INAIL e Casse edili scaduti anteriormente alla data di autorizzazione all’esercizio provvisorio, a prescindere dalla effettiva insinuazione dei relativi debiti ;

3) In caso di amministrazione straordinaria l’impresa si considera regolare con riferimento ai debiti contributivi nei confronti di INPS, INAIL e Casse edili scaduti anteriormente alla data del decreto di apertura della medesima procedura, a prescindere dalla effettiva insinuazione dei relativi debiti.